SCI ALPINISMO

Alla scoperta della cima delle pale rosse.

Una salita con pendenze costanti e mai eccessive, che conducono a un ambiente glaciale di grande fascino.
Chiamata così per un evento successo il giorno di San Matteo del 1867, quando Julius Payer precipitò per la rottura di una cornice in cresta vicino alla vetta, fermandosi illeso centinaia di metri più sotto, sul Ghiacciaio dei Forni, questa Punta è una meta ambita per la pratica dello scialpinismo, soprattutto per chi vuole abbinare l’aspetto tecnico di itinerari che prevedono il passaggio nelle zone glaciali, con l’innegabile suggestione di un paesaggio affascinante e ricco di particolarità lungo tutta l’ascensione. Per esempio il Ghiacciaio di Dosegù, sul versante lombardo della montagna, che accompagna buona parte del percorso, il ghiacciaio pensile del versante settentrionale e il panorama sul sottostante Ghiacciaio dei Forni che si gode dalla cima, prima di togliere le pelli di foca, inforcare gli sci e prepararsi a discese imperdibili.

Difficoltà: BSA – buono sciatore alpinista

Periodo: dai primi di marzo a metà maggio

Quota di partenza: 2178 rifugio Forni – 2150 m base diga

Quota di arrivo: 3595 m

Dislivello: 1445 m

Esposizione: nord – est

Punto di appoggio: Rifugio Forni raggiungibile da S.Caterina Valfurva lungo la strada che sale al rifugio omonimo (apertura i primi di marzo).

Tempo di salita: 
ore 3/4 ore a seconda delle condizioni nivometeorologiche e dell’allenamento.

Cartografia: Kompass 072 Parco Nazionale dello Stelvio 1:50 000

Da consultare: Bollettino Neve & Valanghe di ARPA Lombardia
www.arpalombardia.it/meteo
neve & valanghe – 848837077

Materiale: 
base da scialpinismo + ARTVA (Apparecchio di Ricerca travolti in Valanga), pala e sonda.

Importante: l’itinerario si svolge per buona parte su ghiacciaio.
Quindi è consigliabile e importante avere tutto il materiale alpinistico per l’autosoccorso in caso di caduta in crepaccio.

San Matteo | Forni2000